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I ragazzi? Spesso li bacchettiamo per i loro errori o, al contrario, li guardiamo con un senso di pietà, come se fossero solo vittime del loro passato. Ma quanto riusciamo davvero ad ascoltarli? A capire ciò che vivono, senza sovrapporre le nostre aspettative alle loro emozioni?

Gli adolescenti inseriti in comunità affrontano sfide complesse, fatte di storie difficili, bisogno di appartenenza e ricerca di identità. La loro fragilità, però, non è un limite, ma un’opportunità di crescita, se solo impariamo a guardarla con occhi diversi. Come fare? Forse il primo passo è proprio quello di metterci in discussione noi educatori.

Nelle comunità educative, adottare uno sguardo diverso sugli adolescenti significa vederli non solo per le loro difficoltà, ma anche per le loro potenzialità. Significa riconoscere le loro risorse, valorizzare i piccoli progressi, sostenerli nei momenti di crisi senza etichettarli. Significa, soprattutto, credere in loro anche quando faticano a credere in sé stessi.

Proviamo, allora, a usare un “cannocchiale” diverso: uno strumento che non ingrandisca solo le difficoltà, ma che ci aiuti a vedere lontano, a scoprire il loro mondo interiore, a leggere i loro bisogni con occhi nuovi. Perché ogni adolescente, anche il più fragile, ha dentro di sé la possibilità di costruire il proprio futuro. E il nostro compito è aiutarlo a vederlo.

Il team educativo Cse1