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Qualche volta succede di “navigare” sui siti di internet, e a volte capita di prendere in mano l’archivio in cui abbiamo depositato qualche nostro documento.

È stato eseguendo questa operazione che mi sono imbattuto nella mia prima newsletter, quando sono entrato nel lontano settembre 2009 in Comunità Murialdo.

Scrivevo tra l’altro:

Carissimi,

Silvana mi ha chiesto di presentarmi. Il mio percorso di vita l’ho comunicato a Laives il 10 settembre… […] Nel verbale del CdO (Consiglio dell’Opera: organismo di governo comprendente religiosi e laici in quel periodo) del 15 luglio scorso trovo scritto che “al nuovo giuseppino si chiede una presenza nell’ottica della continuità, più che per fare cose nuove, per dare sapore e senso a ciò che si fa”. Queste espressioni collimano perfettamente con le mie intenzioni, sia perché non sono esperto di attività dell’Accoglienza, ma soprattutto perché ritengo che il mio servizio debba esplicitarsi nell’animazione, nel sostegno, nell’accompagnamento di coloro che sono direttamente impegnati in una scelta di vita cristiana e murialdina ad accogliere i giovani “perché non si perdano”. Abbiamo tutti bisogno di sentirci sostenuti a vicenda, a sentirci famiglia “una ben unita famiglia”, e per questo vi chiedo di aiutarmi col vostro esempio, col vostro affetto e con la vostra pazienza se non riuscirò ad essere abbastanza veloce a conoscere tutti e ad apprezzare il lavoro che svolgete.

Metto a disposizione di tutti le mie capacità così come sono e il mio tempo, nonché il numero di cellulare e la mia mail.

Saluto tutti, un abbraccio e un arrivederci.

Don Marco, Marco, (come volete)

Aver riscoperto questo messaggio all’inizio di un nuovo anno fa fare un esame di coscienza, ringraziare il Padre, riprendere con fiducia il cammino per me e… per quanti anche oggi condividono l’impegno formativo all’interno della nostra realtà educativa.

Don Marco