Skip to main content

Quest’estate mi sono trovato con gli animatori del campeggio dell’oratorio di Lavis a riflettere sulla differenza tra “ruolo” e “compito”, in particolare riguardo all’impegno che essi si sono assunti coi ragazzi ai quali hanno dedicato tempo, energia, entusiasmo e cura.

RUOLO deriva dalla parola latina rotulus, foglio sul quale erano segnati i nomi, le cose da fare, gli incarichi da assumere, gli impegni, i servizi, tutto ciò che regola il buon funzionamento della famiglia, dell’azienda, della comunità, dell’organizzazione.

COMPITO ha la sua radice nel verbo latino complere che vuol dire portare a compimento, completare… Quindi esprime la missione, la vocazione, il senso ultimo: la realizzazione di se stessi e di quanto siamo chiamati a vivere oggi.

A volte potrebbe succedere, anche nell’educazione, che si ha la chiarezza di ciò che si deve fare, ma si è mancanti del fine ultimo per cui ci si impegna.

Al contrario a volte abbiamo piena coscienza dell’ideale, ma non è stata sufficientemente approfondita la metodologia, l’uso dei mezzi per raggiungere il fine primario dell’educazione, cioè la formazione integrale delle nuove generazioni.

Infatti crediamo che il compito dell’educatore, aiutato da una buona metodologia, sia quello di far scoprire ed aiutare a sviluppare nell’accolto la piena realizzazione di se stesso, non solo dal punto di vista fisico, ma anche spirituale, etico e intellettuale.

Forse per noi della Famiglia del Murialdo tenere presente il motto del Murialdo: NE PERDANTUR (che non si perdano!) è senz’altro di grande aiuto ed indirizzo.

Don Marco Demattè