Sfogliando un libro acquistato tempo fa mi sono imbattuto in questo pizzino, che avevo scritto alcuni anni or sono quando ero solito passare un po’ di vacanza a Cefalù, ospite della nostra Comunità Religiosa
“Gli uomini faticano a sistemare la spiaggia per i turisti; il bimbo fa i suoi castelli di sabbia.
Poi passa l’onda del mare che cancella, modifica, fa tutto nuovo.
È come la Provvidenza: non è morte ma Resurrezione!”
Ricordo che in quell’estate lasciavo un’attività e un luogo in cui mi ero trovato bene e andavo verso… l’ignoto!
Infatti da Mirano passavo a Montecchio Maggiore.
Non è sempre facile lasciare relazioni, affetti, certezze, abitudini, il “si è sempre fatto così” per affrontare il Nuovo.
Ma qui emerge la Provvidenza di Dio: il cambiamento, anche se a volte doloroso, porta sempre a qualcosa di positivo, di innovativo, di liberante… E dà la possibilità di rinnovarsi, di mettersi in gioco, di recuperare forza ed energia, di scoprire e valorizzare doti e ricchezze interiori nuove.
Anche il Murialdo insisteva; “Fare ciò che Dio vuole e abbandonarsi totalmente nelle mani della Provvidenza” fino a suggerire a tutti: “Siamo nelle mani di Dio e siamo in buone mani!”
“Da cosa nasce cosa” abbiamo scritto nella precedente newsletter. Proseguiamo il nostro cammino con coraggio e fiducia.
Don Marco




