Il percorso sull’identità al Centro “L’Arca” di Storo: sostenere la crescita e l’autoconsapevolezza dei giovani
Tra i mesi di aprile e giugno 2026, abbiamo promosso e realizzato un percorso progettuale focalizzato sul tema dell’identità. L’iniziativa ha coinvolto attivamente gli adolescenti e i preadolescenti che frequentano la struttura. Questo percorso nasce dalla consapevolezza che la definizione del sé rappresenta uno snodo centrale nel processo di crescita di ogni individuo. L’obiettivo primario dell’intervento è stato quello di stimolare una riflessione strutturata per accrescere l’autoconsapevolezza, offrendo ai ragazzi i punti di partenza necessari per orientarsi e comprendere la propria realtà interiore. Attraverso attività mirate, i partecipanti sono stati guidati a esplorare i propri talenti e valori, avviando quel fondamentale processo di differenziazione costruttiva sia dal nucleo familiare sia dal gruppo dei pari, teso alla scoperta della propria unicità.
Articolazione del percorso
Dal punto di vista metodologico, l’équipe educativa ha dimostrato una capacità di ascolto e flessibilità. Il progetto era stato originariamente concepito in tre incontri della durata di un’ora ciascuno. Tuttavia, l’osservazione diretta dei primi due appuntamenti ha evidenziato una diffusa difficoltà da parte dei ragazzi nel mantenere la concentrazione prolungata richiesta dal lavoro introspettivo in gruppo. Per rispondere efficacemente a questa esigenza, l’intervento è stato ricalibrato e dilazionato in sessioni più brevi, da trenta minuti ciascuna, garantendo così una migliore tenuta dell’attenzione.
Il percorso si è quindi articolato su tre macro-tematiche temporali ed evolutive: la storia passata (primi due incontri), focalizzata sul vissuto personale e familiare; la percezione presente (terzo e quarto incontro), dedicata all’analisi dell’immagine di sé; infine, le proiezioni future (quinto ed eventuale sesto incontro), volte a stimolare la riflessione su aspettative e aspirazioni personali.
Target di riferimento e strumenti educativi
Il progetto ha registrato l’adesione di tutti i 13 minori iscritti alla scuola secondaria di secondo grado che frequentano il centro, con una media di 10 partecipanti effettivi a sessione. Per facilitare l’espressione emotiva e superare le barriere della timidezza, sono stati utilizzati svariati strumenti pedagogici e analogici: carte Dixit, puzzle identitari, il cerchio delle storie supportato da oggetti simbolici e mappe visive per gli autoritratti. Sono state inoltre impiegate schede di autoanalisi per mappare punti di forza, debolezze, desideri e timori e giochi simbolici come “La valigia degli oggetti preziosi”, in cui i ragazzi hanno racchiuso le proprie risorse di resilienza e i fattori generatori di felicità, per poi scambiarsi le valigie in una dinamica di riconoscimento reciproco volta a sviluppare l’empatia.
Evidenze pedagogiche e prospettive
L’analisi dell’andamento dei primi tre incontri ha fatto emergere una fatica diffusa nel focalizzarsi sulle attività di autoanalisi e nel riconoscersi pienamente. Questo dato conferma quanto sia fondamentale, all’interno dei servizi educativi territoriali, continuare a investire e offrire ai giovani spazi protetti, tempi dedicati e strumenti professionali idonei a stimolare l’introspezione e la scoperta consapevole della propria identità.
Alessandra, educatrice del centro socio educativo L’Arca




