Le relazioni possono cambiare il modo in cui una persona guarda sé stessa e il proprio futuro.
La storia di B. ne è un esempio autentico: un percorso fatto di accoglienza, ascolto e piccoli gesti quotidiani che hanno avuto una grande risonanza.
“La mia esperienza a Villa Rizzi”
Ci sono momenti nella vita che ti cambiano per sempre.
Per me uno di questi è stato il 3 novembre 2025.
Erano le 22 quando, a causa di un problema familiare, i carabinieri mi hanno accompagnata in comunità a Sardagna.
La struttura si chiama Villa Rizzi e da quella sera è diventata la mia casa.
L’inizio non è stato semplice. Ho trascorso i primi cinque giorni in emergenza e tutto mi sembrava estraneo e spaventoso.
Per fortuna ad accogliermi ho trovato N. e G., due educatrici che con la loro dolcezza mi hanno fatta sentire meno sola.
Anche gli altri educatori si sono dimostrati subito disponibili: ogni volta che ho un problema mi aiutano, mi ascoltano e mi danno consigli preziosi per affrontare le difficoltà.
Il legame più forte però l’ho creato con A., una ragazza che ha più o meno la mia età.
Con lei è nata subito un’amicizia speciale. Siamo diventate migliori amiche. A. mi ha aiutata tantissimo in questi mesi: quando stavo male lei c’era sempre, mi ascoltava senza giudicarmi e mi faceva sentire capita. Con lei posso essere me stessa e ridere anche nei giorni più difficili.
A Villa Rizzi ho vissuto esperienze che porterò sempre nel cuore.
La più bella è stata la gita in piscina a Bressanone con tutta la comunità. Quel giorno con A. ci siamo divertite tantissimo tra tuffi e risate.
Un altro ricordo speciale è il Capodanno: abbiamo deciso di dormire tutti insieme in soggiorno. È stato emozionante addormentarsi e svegliarsi sentendoci una grande famiglia.
Questa comunità mi ha cambiata profondamente, soprattutto nel rapporto con la scuola. Sono arrivata qui con brutti voti e tanta demotivazione. Grazie al sostegno degli educatori e alla tranquillità che ho trovato, ho iniziato a impegnarmi di più. Ora i miei voti sono migliorati e sono molto orgogliosa dei progressi che ho fatto.
Oggi posso dire che Villa Rizzi non è solo il luogo in cui vivo. È il posto dove ho trovato persone che mi vogliono bene, dove ho imparato ad avere fiducia in me stessa e dove ogni giorno costruisco un pezzo del mio futuro.
È qui che ho capito che, anche dopo una caduta, ci si può rialzare più forti di prima”.
Testimonianze come questa ci ricordano che educare non significa solo dare regole o indicazioni, ma creare relazioni autentiche.
Perché è proprio attraverso una relazione fatta di cura, presenza e fiducia che una persona può sentirsi capita, ritrovare sé stessa e imparare a guardare avanti con più forza e speranza.
B. e Julia, minore ed educatrice della Comunità socio educativa




