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È lo slogan della Scuola Educatori dell’Accoglienza Italia vissuta a San Giuseppe Vesuviano dal 28 al 30 agosto scorso.

Chi ci ha guidati e coordinati ha organizzato per noi visite a luoghi particolarmente interessanti come Cimitile, Marigliano, quartiere Sanità di Napoli… dove abbiamo visto con i nostri occhi i cambiamenti avvenuti nel tempo anche recente.

Questi hanno migliorato il percorso della vita sociale, religiosa, relazionale, politica delle persone.

Ho pensato alla storia della nostra Comunità Murialdo Trentino Alto Adige IS, dal 1979, anno della fondazione, ai giorni nostri.

È un percorso ricchissimo di avvenimenti, di scelte, di passaggi positivi e di altri a volte difficoltosi, di innovazioni, di cambiamenti…, ma sempre nella linea del carisma murialdino che la sostiene e l’accompagna.

Sono cambiate le persone, i progetti, i luoghi di presenza, i rapporti con l’Ente pubblico e recentemente è modificato in meglio anche il collegamento con la Congregazione di appartenenza.

Sono sempre emerse figure carismatiche, religiose e laicali, che si sono prese a cuore l’accoglienza della gioventù “povera ed abbandonata” come avrebbe detto il Murialdo, avvicinandola e cercando di continuare ad avere per essa le caratteristiche e la missione del Fondatore, cioè di essere amico, fratello, padre, amica, sorella, madre.

Da cosa nasce cosa… Disponibilità a mettersi in gioco, a creare nuovi progetti, a sostenere quelli esistenti, ma anche a modificarli in base alle nuove esigenze del territorio, a valorizzare la professionalità acquisita, le doti e le capacità di ciascuno, l’impegno a fare famiglia tra educatori e con gli accolti.

Questo è il cammino che può proseguire con serenità e fiducia anche ora che riprendiamo un nuovo anno pastorale.

E, da come sta iniziando, vedendo le novità e i nuovi progetti, sarà senz’altro eccellente e che porterà numerose e belle soddisfazioni.

Don Marco Demattè