Quando una bambina di soli otto giorni è arrivata nella nostra struttura, il team è rimasto profondamente colpito.
Una bambina così piccola, fragile, affidata alle nostre cure … ha rappresentato fin da subito una grande responsabilità e una situazione molto particolare, che ha richiesto attenzione, delicatezza e presenza costante.
All’inizio c’era molta incertezza.
Ci siamo fermate a osservare attentamente ogni segnale della bambina, cercando di comprenderne i bisogni più piccoli e più profondi.
Ci siamo confrontate spesso, anche più volte al giorno, per condividere osservazioni e adattare insieme le nostre modalità di cura.
Ogni gesto, ogni reazione della bambina aveva un significato importante e ci ha guidato passo dopo passo.
Con il passare del tempo è successo qualcosa di molto significativo e bello: abbiamo iniziato a lavorare sempre più in sintonia, creando una routine stabile, calma e rassicurante.
La bambina ha cominciato a rilassarsi, a trovare il suo ritmo naturale di sonno e alimentazione e a rispondere sempre di più alla nostra presenza, con piccoli segnali che ci riempivano di fiducia.
È stato particolarmente toccante vedere quanta gioia questa bambina ha portato a tutto il team.
I suoi piccoli progressi quotidiani, il suo sguardo sempre più sereno e i momenti di calma condivisa hanno emozionato tutte noi e ci hanno dato nuova motivazione anche nei giorni più intensi.
Questa esperienza ci ha ricordato quanto sia fondamentale la collaborazione in ambito educativo e sociale.
Nelle situazioni nuove e complesse, il lavoro di squadra non è solo un supporto organizzativo, ma diventa una vera risorsa emotiva e professionale.
Insieme siamo riuscite a creare un ambiente sicuro e accogliente per la bambina.
Allo stesso tempo questa esperienza ha permesso anche a noi come équipe di crescere, rafforzarci e riscoprire il valore del nostro lavoro.
Annalena, educatrice di Cipì Haus




